Due bimbi e due tutine uguali, due storie molto diverse

Storia di un allattamento riscattato che collega due mamme e due bebè

Queste foto potrebbero fare parte del gioco “trova le somiglianze”: due bimbi di pochi giorni vestiti, casualmente, con la stessa tutina. Uno è il mio primo figlio, l’altro è il bimbo di Giada, una mamma che ha seguito il nostro percorso “benvenuto allattamento. Guida pratica per allattare serene” mentre era in gravidanza.

Quando ho visto questa tutina ho chiuso gli occhi ed ho rivisto l’immagine di mio figlio. Ho iniziato a pensare a quante differenze ci possono essere fra due bimbi e due mamme, anche se questi bimbi portano, casualmente, la stessa tutina.

Ma il caso non esiste e questa tutina era lì a ricordarmi tante cose… la prima, l’allattamento del mio primo bimbo.

I ricordi

luca-allattamento
Questa foto di mio figlio è stata fatta dal suo papà la sera che siamo tornati dall’ospedale. Io ero a letto, distrutta fisicamente e psicologicamente: non è nel mio carattere lasciarmi andare, ma quella sera ero completamente annientata.

Ero reduce da un parto diverso da ciò che mi ero immaginata, finito in cesareo d’urgenza: la ferita del cesareo mi faceva male, avevo lottato per tre giorni con l’ospedale che non mi supportava nel mio desiderio di allattare il mio bambino, inventandomi di tutto pur di riuscirci, notti e giorni insonni, chiedendo un rooming in di cui avevano parlato al corso preparto che in realtà non esisteva e ottenendolo litigando, firmando per essere dimessa in terza giornata, nonostante di protocollo per il cesareo prevedessero le dimissioni dopo almeno un altro giorno: sentivo che avevo bisogno di altro che l’ospedale non mi poteva dare.

Ricordo la corsa in farmacia a comprare il biberon e il latte artificiale, perché io non li avevo comprati, ero convinta che il mio latte sarebbe stato sufficiente e non mi sarebbe servito nulla: mi immaginavo che tutto sarebbe andato naturalmente, io avrei offerto il seno al mio bimbo e lui avrebbe ciucciato. Invece mi ritrovavo in preda al panico nel non sapere come fare a sfamarlo, ero io che non ero capace, mi sentivo inetta e inadatta al ruolo di mamma.

Ricordo che mi risuonavano pesanti nelle orecchie le parole della primaria “signora è la natura, lei non ha latte” e quelle dell’ostetrica che per ultima avevo incontrato: ecco vedi, mi disse mostrandomi il suo seno, da queste non è mai uscito nulla ma mio figlio è cresciuto lo stesso, smetti di intestardirti e dagli questo latte artificiale!

Ricordo che dopo il pomeriggio di pianti e di dolori perché la morfina che mi davano in ospedale aveva smesso di fare effetto, alla sera ero distrutta nel fisico e nell’anima: guardai mio marito e gli diedi il bimbo dicendo “dagli quello che vuoi, anche la tua tetta, io per stanotte non lo voglio più vedere”, presi un antidolorifico e mi buttai a letto, fu una notte senza sogni, buia, terribile.

Quella notte mio marito fece quella foto a Luca. Sul divano, da solo, senza la sua mamma, ben diversa da quella che io mi ero immaginata di fare una volta a casa nostra col nostro bimbo.

Il giorno dopo ripresi la lotta e dopo mesi di aggiunte, informazioni contrastanti, paure e incertezze salvai miracolosamente il mio allattamento, con fatica, lacrime, dolore e tante volte in cui mi ero detta “ora basta!”.

L’esperienza che cambia una vita

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Questa esperienza cambiò moltissimo la mia vita: incominciai a documentarmi sull’allattamento e iniziai a comprendere che tanti errori che avevo fatto erano stati dettati dal mancato sostegno e supporto di chi mi stava intorno in ospedale e sul territorio e dalle informazioni fuorvianti che avevo ricevuto.
Iniziai a pensare che nessuna mamma dovrebbe passare ciò che avevo passato io e che avrei voluto fare qualcosa.
Il resto è diventato storia: da mamma informata a consulente volontaria a Consulente Professionale in allattamento materno IBCLC, dal mio dolore è nata una persona nuova e una nuova professione al servizio di mamme e bimbi.

La tutina è l’unica cosa in comune

Lallafly bambino corso allattamento

Questa invece è la foto del bimbo di Giada: l’unica cosa che lo accomuna al mio bimbo è la tutina. La storia di Giada è molto diversa dalla mia, in gravidanza si è informata, ha seguito il percorso che abbiamo pensato in Lallafly. Questo percorso è frutto anche della mia esperienza e del mio voler dare a più mamme possibili gli strumenti adeguati per decidere ciò che desiderano per sé ed il loro bimbo: allattarlo al seno oppure anche informarsi e decidere che l’allattamento non è la loro strada.

Giada a noi durante la gravidanza scriveva così:

“mi sento di dire di aver capito senza nessuna difficoltà ogni spiegazione data, video preciso, esaustivo e chiaro in ogni sua parte, davvero illuminante.
Tante informazioni ma tutte ben trasmesse, in modo chiaro e piacevole.
Ho imparato moltissimo e ne sono davvero felice perché ciò mi infonde una grande sicurezza.
Sono felice e fiduciosa, non vedo l’ora di iniziare l’avventura dell’allattamento, pur consapevole delle eventuali difficoltà soprattutto iniziali, mi sento sempre più consapevole e con le idee chiare.. sono proprio carica!”

… è andato tutto bene. Inaki nasce il 20 dicembre, questo è il racconto di Giada dei suoi primi momenti col cucciolo:

“… è andato tutto bene. Siamo stati rispettati e protetti, l’ospedale in realtà non era dei più aggiornati ma abbiamo avuto la fortuna di essere seguiti da due ostetriche angeliche, molto giovani e informate che hanno letto e rispettato il nostro piano del parto.
Si è attaccato subito e con vigore, è Arrivata la montata lattea dopo tre giorni dal parto e cosi è iniziata l’avventura dell’allattamento.

Non lo peso se non una volta a settimana, ma in realtà non do troppo peso a quel momento, vedo che bagna i pannolini, lui è sereno e già non veste metà delle tutine che metteva 15 giorni fa e dunque non mi pongo problemi, vedremo dalla pediatra quanto è cresciuto.
Grazie, siete state importanti per noi. Un abbraccio”

Ecco, nelle parole di Giada quello che avrei voluto poter dire e fare io. La fiducia nelle sue possibilità di allattare e del suo bimbo di poppare ma anche la consapevolezza che seguendo certi segnali non è così importante affidarsi ad una bilancia.

Il filo invisibile

E’ fondamentale avere certe informazioni prima del parto, avere una squadra al proprio fianco a cui sai di poterti rivolgere per ogni piccolo o grande dubbio o necessità, sentirti tranquilla perché sai che anche se è ancora tutto avvolto nel mistero hai le idee chiare su cosa succederà e come affrontarlo.

Quella tutina che ha fatto riaffiorare in me dei ricordi è un filo invisibile che unisce due mamme: sono felice di essere stata parte di un inizio gioioso e sento che Inaki e Giada si stanno godendo quella luna di latte che è stata negata a me e a Luca anche per noi, restituendoci simbolicamente in qualche modo un po’ di quella gioia e serenità che ci è stata negata.

Da bimbo a bimbo, da mamma a mamma, grazie!

 

profile_new_03di Katia Micheletti

Consulente Professionale in allattamento materno IBCLC, tutor d’aula, formatrice, mamma

 

 

 

 

 

 

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