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Come prepararsi al parto naturale

Il parto per una donna e il suo bimbo, è uno dei momenti più fondanti della vita. Da come viene vissuto, nonché da come è andata l’intera gravidanza, si iniziano già a delineare delle caratteristiche della relazione genitore-bimbo.
Conoscendo i benefici che un parto naturale porta con sè, sia per la donna che per il bambino e di conseguenza per tuttta la famiglia, abbiamo scelto di mettere a disposizione questa guida gratuita Verso il tuo Parto Naturale: 7 cose importanti da sapere affinché sempre più donne possano vivere questo tipo di esperienza.

 

Quando il parto è troppo medicalizzato e la donna si sente estranea all’atto del parto

Talvolta non si comprende il valore di qualcosa fino a quando non si conosce il suo opposto. Ecco il motivo per cui, sebbene in questo articolo voglia introdurre la guida gratuita Verso il tuo Parto Naturale: 7 cose importanti da sapere, scelgo di raccontare anche di parto medicalizzato.

Troppo spesso un’esperienza naturale come il parto può essere vissuta da tante donne come qualcosa di estraneo, al pari di un’operazione chirurgica. Cosa che in effetti in alcuni casi è.
Sebbene sia divenuto per tanti una prassi ormai normale (che è diverso da naturale) delle conseguenze ci sono.

Una cosa ci tengo a sottolineare. La medicina ha apportato benefici impensabili anche solo poco tempo fa, favorendo e aiutando tante donne nel delicato processo di divenire madri, laddove potevano insorgere problemi.
E’ utile comunque riportare un equilibrio laddove, a seguito anche di evoluzione tecnologica e medica, si ha un ricorso troppo facile a pratiche che lasciano la donna espropriata da quello che è un compito che per sua natura è in grado di vivere brillantemente. E che come tale le va riconosciuto. Da tutti. Compresa la donna stessa.

Cosa succede quando la medicalizzazione diviene preponderante?

Pensiamo per esempio al ricorso troppo facile, anche laddove non è necessario, al parto cesareo: le donne vivono il momento della nascita del loro figlio anestetizzate e spesso immobilizzate da flebo nelle braccia. Sebbene esistano i cosiddetti cesarei gentili (benvenuti!) che permettono alla madre di avere un contatto diretto ed immediato del bimbo subito dopo nato, molte donne raccontano ancora il senso di freddezza e vuoto a seguito di pratiche che tengono madre e figlio lontani proprio subito dopo la nascita.
Questo porta con sé delle conseguenze, anche emotive, di cui è importante prendersi cura.

Le parole di chi ha vissuto un parto troppo medicalizzato

Lascio la parola ad alcune delle donne che da quando è nata Lallafly, si sono rivolte a noi per trovare un nuovo stato di benessere.
Le loro parole riescono, meglio di qualunque altra cosa, a far comprendere il loro vissuto.

Queste sono le parole di C. che racconta il suo parto cesareo: “Lì per lì non ci pensavo più di tanto: l’importante era che mio figlio potesse nascere e stesse bene. Poi pian piano, nei giorni successivi alla nascita, ho iniziato ad accusare il colpo. Pensavo che quel taglio mi aveva portato sì ad avere mio figlio, ma non a partorirlo. Usavo sempre dire “quando hanno fatto nascere mio figlio”.
E ancora: “La solitudine e la tensione e l’ansia che ho provato in sala operatoria erano immense. Ho visto il mio cucciolo oltre il telo verde non appena è uscito dal mio ventre solo per un secondo. E’ poi stato tirato su come un trionfo e subito portato via per i controlli necessari.”
Rispetto alla ferita del taglio dice: “In merito alla ferita del taglio mi accorgevo in modo evidente delle conseguenze a livello fisico: mal di schiena, sensazione di avere le gambe separate dal corpo, assenza dei miei addominali che erano stati scolpiti in 20 anni di basket…. Ma solo dopo 3 anni, (3 anni!!!) leggendo un articolo di Kanner sull’armonizzazione del taglio cesareo il vaso di Pandora si è aperto. Ho pianto dall’inizio alla fine di quell’articolo in cui si raccontavano i vissuti, i pensieri e le emozioni del blocco energetico che comporta un taglio legato alla nascita. Ho iniziato così il mio percorso di consapevolezza verso una liberazione della pesantezza che questo taglio, per me, porta con sé”

La testimonianza di C. prosegue poi con la strada che ha fatto e i benefici del percorso vissuto con Lallafly.

Riporto qui un’altra testimonianza, la testimonianza di E., che dopo un parto cesareo, ha scelto la strada del parto naturale dopo cesareo, detto anche Vbac.
Queste sono alcune frasi che ha scritto condividendo il suo primo parto cesareo: “ora che sono sedata, immobile, nuda, sotto i riflettori, con almeno 10 persone attorno, potete tagliarmi. Laceratemi il ventre, toccate voi per primi la mia bimba, via il cordone e via la placenta. Fatemi manovre e non chiedetemi nulla. D’altronde nessuno mi ha chiesto nulla prima di rompermi le acque, di toccarmi, di tentare posizioni o utensili strani, somministrarmi medicinali e tanto altro. Parlate pure della partita di calcio e della casa al mare. Non preoccupatevi, io sto solo partorendo. Sto dando la vita. Senza alcun rispetto e senza nessuna attenzione.”

L’eccessiva medicalizzazione non riguarda solo il parto cesareo, bensì anche il parto vaginale che tanto differisce dal parto naturale e che spesso termina con episiotomia (il taglio che viene praticato nei tessuti della vulva), Kristeller (la manovra in cui si spinge sulla pancia della donna) e altre manovre invasive o comunque un trattamento che non rispetta l’integrità fisica ed emotiva della donna e del suo bebè.

Anche a seguito di queste esperienze le donne raccontano di vissuti del parto traumatici e dolorosi. E tanta dell’energia che naturalmente dovrebbe andare a rigenerare il corpo dopo il parto e al bimbo appena nato, queste donne hanno da dedicarla interamente all’integrazione di ciò che hanno vissuto, spesso con risvolti drammatici perché viene minimizzata l’esperienza dolorosa e protratto uno stato di malessere più o meno consapevole.

Allora partorire è sempre sinonimo di dolore e trauma? Assolutamente no!

Le narrazioni delle donne che hanno avuto un parto interamente naturale, sono ben differenti e riportano parole quali forza, potenza, amore, incoraggiamento.
Sono tutte parole reali, che influiscono sullo stato d’animo della neo-mamma, che inizia così l’accoglienza del proprio bimbo sentendosi competente e in grado di farcela. Apportando un grande beneficio nella relazione con il figlio fin dall’inizio.

Riporto qui la testimonianza di Elisa, che dopo l’esperienza di parto cesareo, ha voluto per sé un parto naturale dopo cesareo, detto anche Vbac.
La sua è un’esperienza vissuta in ospedale. Assieme alla sua nuova consapevolezza.

Ecco come inizia il racconto del suo secondo parto:
La parola chiave della nascita di Letizia è potenza. Una forza indescrivibile e inimmaginabile mi ha accompagnato per tutto il travaglio e il parto di Leti”.
E poi ancora, dopo la descrizione del travaglio e della nascita: “È uscita. È lì. Letizia è nata. Fuori dal corpo della sua mamma è venuta al mondo. È piena di liquido, sangue e con il cordone che la lega a me. Ale mi dice un sacco di cose bellissime, i medici mi fanno i complimenti. Ma io ho occhi e orecchie solo per Letizia che intanto è sul mio petto e che subito attacco ad entrambi i seni.”
“Ho fatto e detto ciò che volevo, risposto molte volte NO, ignorato tante richieste.
Ho avuto faccia tosta e coraggio nel gestire gli spazi e le situazioni.
Ho sentito forte una spinta animale, pazzesca e potentissima dentro di me.”
“Non ci credo, ce l’ho fatta davvero, il mio vbac è riuscito e io, con la forza di un leone, ho dato alla vita. E sono rinata anche io.”
E così conclude: “Lo so, sembra una frase fatta, ma non smettete mai di crederci, gli altri intorno si ricrederanno quando vedranno la felicità nei vostri occhi. E voi vi sentirete Dio per qualche ora, proverete una forza immensa e una gioia mai avvertita prima.”

Le parole di chi si è sentita protagonista e rispettata nel suo parto naturale

Le parole di Elisa sono quelle di una donna che ha vissuto in tutto e per tutto un parto naturale. Anche dopo il cesareo vissuto precedentemente.
Parole molto simili a chi ha vissuto la nascita del proprio figlio immersa negli ormoni della nascita, ormoni che sono un vero cocktail d’amore concentrato  e che fanno sentire proprio quelle sensazioni di forza, potenza, amore allo stato puro. Non sono fantasie… sono realtà che accadono ad ogni donna che ha vissuto il proprio parto sentendosi rispettata e protagonista, assieme al proprio bimbo, di ciò che è avvenuto.
Questo vissuto influisce positivamente su tutta la maternità. E di conseguenza anche sul bambino.

Le parole forza, rinascita, coraggio, potenza, amore sono comuni alle donne che partoriscono consapevoli e sentendosi protagoniste di ciò che sta succedendo.
Sono le stesse che ho scritto io entrambe le volte dopo la nascita dei miei due figli e che ripercorro con la mia mente tutte le volte che ci ripenso. E sono le stesse parole che ho ritrovato più volte narrate da chi ha vissuto un parto naturale. Con o senza assistenza.
Questo non significa che manchi il senso del dolore, della fatica, della stanchezza. Ci sono anche quelli. Ne fanno parte. Però sono solo una parte. E come tale vanno trattati.

Madri che vivono l’inizio della vita del loro bimbo incarnando queste parole, sono donne che si sentono in grado di affrontare le bellezze e le fatiche che un neonato porta inevitabilmente con sé. Sono donne che hanno un vissuto prevalentemente positivo collegato alla nascita e questo si riflette nel tipo di relazione che instaurano con i figli fin dal primo istante.

Se anche tu ne vuoi sapere di più, abbiamo preparato per te una guida gratuita e ricca di informazioni di grande valore Verso il tuo Parto Naturale: 7 cose importanti da sapere , è un concentrato di ciò che ogni donna è utile conosca prima di avere il proprio parto naturale.

Solo una breve anticipazione… una delle cose che è utile che tu sappia… è che tu non hai nulla da sapere perché già sai partorire brillantemente. Un paradosso? Forse. Approfondendo la lettura comprenderai meglio ciò che intendo.
Buona lettura!

 

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