Lallafly

Come e perché creare un dialogo con il bebè in pancia

Il dialogo madre figlio, quando ha inizio? Come favorirlo?

Il dialogo madre figlio, quando ha inizio?

Quando siamo gravide, tutto il nostro corpo è proteso al creare il giusto ambiente per accogliere la nuova vita che si sta formando nel ventre.
All’inizio è un processo quasi invisibile, sottile, impercettibile.
Eppure il saperlo già ci “cambia la vita”.
Andando avanti, questo “cambia la vita” diviene proprio letterale: infatti il nostro punto vita si allarga, i seni divengono più turgidi, la pancia cresce e il cambiamento diviene a mano a mano sempre più visibile, anche per gli altri.

Il bambino che accogliamo nel ventre, oltre ad essere una presenza fisica che a mano a mano si forma, è anche un Essere portatore di anima, che ha già il suo colore e le sue caratteristiche.
Ogni donna che ha dato alla luce più figli può confermarlo. Il bambino è portatore di un’energia e bimbi diversi fanno vivere alla madre stati differenti.

Fin dall’inizio è possibile sentire nel corpo uno stato di cambiamento e di solito è in quel momento che rivolgiamo il pensiero alla nostra creatura. Ci prendiamo cura di  lei all’interno del ventre. Dialoghiamo con lei. Parliamo e comunichiamo…. ma da quando iniziamo a comunicare davvero con lei?

Da quando ha inizio il dialogo con il proprio bimbo?

Bella domanda. Questa è una di quelle domande che capisci che hanno proprio a che fare con il senso della vita. Di quelle che arrivano assieme a “chi sono io veramente?” seguita poi “da dove arrivo e dove andrò?”.
Di quelle domande che non ti fai troppo spesso perché ti aprono spazi infiniti da cui poi fai fatica a ritornare.

Questa domanda me la sono posta più volte e come ogni domanda profonda, che ti apre ad un incontro con te stesso, credo che anche nel cercare la risposta risieda il senso del viaggio.

Nel cercare la riposta a questa domanda ci addentreremo in spazi invisibili, quelli di cui solo l’anima sa parlare. E non perché non si sappia nulla su questo argomento, anzi… di questo si sa tanto: si sa a che mese il bimbo inizia a farsi sentire e a far percepire i suoi movimenti nel grembo, si sa anche quando inizia a dire le prime paroline e a comunicare con il linguaggio.

Però questa domanda a me sa più di infinito. Ed è lì che oggi voglio andare assieme a te. A vedere un po’ più oltre a quello che i nostri occhi percepiscono e le nostre orecchie odono.

Bambini che si manifestano anni prima di nascere

I miei figli io li ho sentiti anni prima che nascessero.

Ora ti racconto…
Se, attraverso gli articoli e i corsi di Lallafly, conosci già un po’ della mia storia, sai che mio papà ha lasciato il corpo il giorno di Natale di tanti anni fa. Quel momento per me è stato una delle grandi iniziazioni della vita. Di quelle che non vorresti vivere eppure arrivano e ti cambiano da dentro quasi senza che tu te ne accorga.
Da quel momento in poi ho trovato un nuovo linguaggio. E’ stato come se la soglia tra il visibile e l’invisibile si fosse assottigliata.

All’inizio per me era un po’ come un segreto, poi c’è stato l’incontro con persone simili a me, che magari hanno già vissuto delle esperienze forti, e mi sono resa conto che ciò che succede a me, succede anche a loro e forse è successo anche a te. Hai percezioni più fini, hai accesso ad uno stato di consapevolezza più forte e sei più presente. L’esistenza si colora più di infinito, proprio nel contatto con la fine.
La nascita e la morte sono accomunate dallo stesso filo. Sono sempre esperienze vicine alla grande soglia.

I miei figli in quel periodo li ho sentiti vicini molto chiaramente. Quando dico chiaramente non intendo solo una sensazione o un appiglio di un barlume di speranza per trovare consolazione al lutto che stavo vivendo. No. Parlo proprio di sentire quasi anche fisicamente che ci sono due anime lì vicino a te e che ti hanno scelta.

Di queste esperienze ne parlano le grandi religioni, ne parla la spiritualità, ne parlano libri che raccontano esperienze di persone e di bambini che hanno memoria.
Quando l’ho incontrato ne parlava anche il mio compagno. Prima ancora che tra noi nascesse una relazione.
Lui ha ricevuto i nostri figli attraverso i sogni, tanti anni fa. Ha sempre sentito, come me, una femmina e un maschio. Egli dal Canada è giunto fino in Italia, cercando la donna con cui dare alla luce questi bambini.

Conosco altre persone -alcune già genitori, altri che ancora non lo sono- che sono state o sono in contatto con l’anima del proprio bimbo.
E’ possibile e spesso, quando accade, vieni guidato da qualcosa di più grande di te a fare delle esperienze che ti preparano alla loro accoglienza.

Il dialogo con il bebè prima della nascita crea la relazione

Indipendentemente dal momento in cui hai la percezione chiara del bimbo che accoglierai, ciò che conta davvero è la relazione che inizi ad instaurare da quando sei cosciente della sua presenza.
Quindi… non è importante da quando inizia il dialogo con tuo figlio. L’importante è che un dialogo ci sia.

Dio-Dea (o metti tu il nome che più è in risonanza con te) è anche relazione. E’ nella relazione che ci si incontra, che inizia la coscienza del Noi.
Dialogare con il proprio bimbo, è un atto di fiducia nella vita. E’ un sentire. E’ donare a lui o a lei un pensiero, un racconto, un inizio, un “so che ci sei”.
A volte si sente una risposta, a volte no. Ma il fatto che non si percepisca la risposta non significa che dall’altra parte non ci sia nessuno.

Nella mia professione come psicologa, quando mi è accaduto di accompagnare una donna che, pur essendo gravida di tre mesi, diceva di non avere nessun dialogo con il bambino, non aveva voglia di parlargli, di ascoltarlo, anzi, a volte avrebbe proprio voluto nascondere la pancia, ho potuto osservare come la sua storia di vita, nonché la storia di quella gravidanza contenevano i segnali per comprendere questa difficoltà di incontro con il proprio bimbo.

Tuttavia una cosa è certa: anche quando apparentemente non vi è “relazione”, la relazione c’è.
Sebbene nella vita di veglia si può essere talmente impegnate da quasi “dimenticarsi” di essere la terra di accoglienza di un bimbo, durante la notte l’incontro può avvenire. La notte porta con sé lo spazio del sogno, lo spazio del non tempo e del non luogo. Quello è uno spazio in cui spesso l’anima del bambino è in contatto con quella dei genitori. Sia che essi ne siano coscienti, sia che non lo siano una volta svegli.

Un breve esercizio per collegarti con il tuo bebè in pancia

Entrare in relazione con il bebè durante la gravidanza è un dono che ti consentirà, quando lo avrai fra le braccia, di sentirti meno smarrita, di riuscire a collegarti più facilmente con i bisogni di quella creaturina che dipende da te, ha mille bisogni, ma non parla la nostra lingua. Ecco allora un esercizio per imparare a collegarti con la creatura nel tuo grembo, per cominciare a dialogare, a conoscervi e a capirvi, senza bisogno di usare un linguaggio che il bebè non possiede.

Mettiti comoda e in un ambiente non rumoroso, che ti consenta di rilassarti.

Prenditi del tempo per respirare.
Attraverso il respiro, prendi coscienza del momento presente.

Respirando, dichiara l’intento di connetterti con il tuo bimbo.
Basta anche solo un pensiero rivolto a lui, un dirgli “so che ci sei e ti voglio bene”. Talvolta basta davvero poco.
Inspira ed espira come se respirassi assieme a lui. Entra nel tuo spazio di intuizione e affidati ad un sapere che da sempre ti accompagna.

All’inizio è normale che la tua mente ponga dei dubbi, che emergano dei pensieri contrari a quello che sta succedendo. Semplicemente osservali senza identificarti con essi.

Da lì, da quello spazio, poniti in ascolto del tuo bimbo.
Possono arrivare immagini, sensazioni. Nel caso non arrivasse nulla, va bene lo stesso. Rimani connessa al tuo respiro.

Poi, più sarai familiare con questo, più diverrà semplice essere in ascolto e stabilire una relazione che persisterà dopo la gravidanza.
Buon incontro!

 

 

di Simona Vanetti

Psicologa, artista, formatrice 

 

 

 

 

 

 

crediti immagine: minnakos su flikr

0 Giudizi su Come e perché creare un dialogo con il bebè in pancia"

Lascia un Messaggio

Seguici

Rimani connesso con le nostre pagine social per conoscere tutte le news riguardanti Lallafly

Su
©2016 Lallafly S.r.l. Via F.lli Rosselli 6 - 20900 Trezzano (MI) P.IVA IT09241630962 - C.F. 09241630962 - N. REA 2078609 - Privacy